TEMA DI QUEST'ANNO con le relative informazioni sulle norme igieniche

    














PERCHE' QUESTO TITOLO?















































Ritorniamo a Messa

Per l’anno oratoriano 2020-2021, abbiamo scelto l’Icona dei discepoli di Emmaus di Luca 24, 13-35.

I due discepoli in viaggio verso Emmaus vengono accompagnati dal Signore Gesù in un percorso “sapienziale” alla scoperta del significato di tutto «ciò che si riferiva a Lui» (cfr. Lc 24, 25-27).

Ciò che si compie in Gesù illumina il cammino della nostra vita. La vita, la passione, la morte e la risurrezione del Signore danno il senso a tutto quello che viviamo, ci aiutano a rileggere il passato, a interpretare la Parola di Dio che ascoltiamo, a vivere le nostre amicizie e le nostre relazioni, danno una prospettiva e una direzione al «cammino che ci aspetta» (cfr. p. 26-27).

L’esperienza di Emmaus viene presa come Icona di riferimento di una pastorale giovanile che vuole ripensarsi alla luce del Sinodo dei Giovani e quindi anche di un oratorio che coinvolge ragazzi, adolescenti, giovani e adulti che si mettono al servizio: «Abbiamo riconosciuto nell’episodio dei discepoli di Emmaus (cfr. Lc 24,13-35) un testo paradigmatico per comprendere la missione ecclesiale in relazione alle giovani generazioni… Gesù cammina con i due discepoli che non hanno compreso il senso della sua vicenda e si stanno allontanando da Gerusalemme e dalla comunità. Per stare in loro compagnia, percorre la strada con loro. Li interroga e si mette in paziente ascolto della loro versione dei fatti per aiutarli a riconoscere quanto stanno vivendo. Poi, con affetto ed energia, annuncia loro la Parola, conducendoli a interpretare alla luce delle Scritture gli eventi che hanno vissuto. Accetta l’invito a fermarsi presso di loro al calar della sera: entra nella loro notte. Nell’ascolto il loro cuore si riscalda e la loro mente si illumina, nella frazione del pane i loro occhi si aprono» (Documento finale Sinodo sui giovani n. 4)

 

Il momento dello «spezzare il pane» è l’attimo in cui «si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero».

A OCCHI APERTI i discepoli riescono a leggersi dentro e a riconoscere che, nel camminare con Gesù e nell’ascoltarlo, il loro cuore arde nel petto.  Si sono scoperti accesi dall’amore di chi ha saputo farsi accanto.

L’esperienza che vorremmo riproporre ai ragazzi è quella dell’incontro, nella comunità e in oratorio, in tutti i modi in cui sarà possibile, con gli amici di “cammino”, soprattutto nella vita sacramentale con il Signore, nella messa domenicale, nella confessione, nei percorsi di gruppo e nell’accompagnamento di una comunità educante che si fa accanto e si prende cura.

A OCCHI APERTI potremo ritrovarci insieme e riconoscerci fratelli fra di noi, amici del Signore Risorto, compagni dello stesso suo viaggio.

A OCCHI APERTI è l’atteggiamento di chi è stato acceso dall’Altro e ritorna là dove è possibile incontrare altri che, come lui, hanno vissuto la stessa esperienza, quella dell’incontro con Gesù Risorto. Con stupore si potrà constatare che non siamo soli nel vivere la nostra fede, ma che ci sono altri che come noi ci possono raccontare la loro esperienza e condividerla con noi: «i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto”».

Ora, A OCCHI APERTI, possiamo rivivere in modo del tutto nuovo quanto abbiamo vissuto, forti di un cambiamento che solo l’incontro con il Signore ci può donare.

A OCCHI APERTI i ragazzi potranno chiedere il dono della sapienza per affrontare i loro giorni con uno spirito nuovo, sapendo di far parte e di essere accompagnati, ascoltati, sostenuti dalla comunità dei discepoli del Signore.

 

Per accompagnare ragazzi, preadolescenti e adolescenti e le loro famiglie in modo creativo e sapiente siamo pronti a «“metterci l’anima” per diventare saggi», come ci chiede il nostro Arcivescovo per l’inizio dell’anno pastorale. «Abbiamo bisogno di sapienza, di quella “sapienza pratica” che orienta l’arte di vivere, di stare nel mondo, di stare insieme, di interpretare il nostro tempo e di compiere scelte sagge e promettenti» (Infonda Dio sapienza nel cuore p. 13).

Ci vogliono un cuore che prende il suo ardore dall’ascolto della Parola di Dio, chiedendo «la sapienza che viene dall’alto», e occhi che sono stati aperti dall’incontro con il Risorto per preparare il ritorno ad una normalità che non può essere più come prima.

Vivremo l’oratorio rispettando protocolli e ordinanze non smettendo di proporre percorsi per i più giovani e di trovare con creatività il modo per annunciare il Vangelo e per favorire l’incontro con il Risorto.

Dovremo attenerci ad alcune disposizioni sia per i genitori sia per i bambini. Per questo dovremo portare un po’ di pazienza chiedendo l'aiuto di tutti!

 

Perché l’immagine del Signore Gesù rimanga impressa nei nostri occhi spalancandoli, occorre ritornare al gesto dello spezzare il pane dove il Risorto viene riconosciuto.

Dobbiamo ammettere che i ragazzi non sono ancora tornati pienamente a frequentare l’eucaristia domenicale. Il nostro impegno in questo anno oratoriano consisterà nel rinnovare loro l’invito alla partecipazione, nel creare per loro le condizioni perché si possa celebrare insieme ai ragazzi, nel far gustare loro la bellezza del ritrovarsi in assemblea, anche se con qualche restrizione, aiutandoli a comprendere la Parola di Dio che viene proclamata durante la messa e facendo provare loro la bellezza del riconoscere il Signore allo spezzare del pane. Chi potrà fare la comunione sarà accompagnato a vivere questo incontro come il momento più illuminante della settimana, perché alla fine della messa si possa uscire A OCCHI APERTI.

Qualche indicazione pratica

Prime indicazioni, frutto di una valutazione attenta e del dialogo costante con l’Avvocatura della diocesi, per riaprire ancora in sicurezza, con attenzione e prudenza, proseguendo su questa strada che ha cuore la tutela di tutti. Occorre trovare un equilibrio serio, per tutelare la salute di tutti, anche in oratorio. L’emergenza non è superata, ma è necessario riprendere una vita di comunità, con la serietà che garantiamo sempre e che abbiamo dimostrato quest’estate, e con la disponibilità e la prontezza a seguire le normative e le ordinanze, quando verranno aggiornate.
 
!        SCAGLIONAMENTO (ingresso e uscita) - L’accoglienza richiede sempre la presenza del triage. Accoglienza e uscita saranno scaglionate per evitare assembramenti. Se possibile fare ingresso e uscita in luoghi diversi. Deve essere garantita una zona di accoglienza oltre la quale non è consentito l’accesso a genitori e accompagnatori.

!        MASCHERINA - Sarà obbligatorio l’utilizzo della mascherina negli spazi dell’oratorio, sempre, anche all’aperto, in quanto i ragazzi tendono a fare aggregazione (la mascherina va portata da casa, ma è bene che l’oratorio ne abbia alcune di scorta, qualora si rompa o qualcuno la scordi). La mascherina potrà non essere indossata solo per attività fisica intensa, con distanza di due metri.

!        DISTANZA e RAPPORTI NUMERICI - I rapporti numerici rigidi per la proposta estiva non sono ora obbligatori. È fondamentale il rispetto della distanza di almeno un metro: i gruppi andranno quindi realizzati in base agli spazi delle aule predisposte per gli incontri. Risulta preferibile non formare gruppi troppo grandi, anche per facilitare il controllo del rispetto delle distanze e delle mascherine.
Anche per le attività di gioco non esistono più vincoli numerici: vale il rispetto del distanziamento e il controllo dei dispositivi di protezione, grazie alla presenza di figure educative.
!        LAVAGGIO MANI- posizionare dispenser di gel per favorire la frequente igienizzazione delle mani

!        PATTO DI RESPONSABILITA’ RECIPROCA (sostituisce l’autodichiarazione)
Per quanto riguarda la modulistica, oltre all’iscrizione, fondamentale sarà il patto di corresponsabilità,o responsabilità reciproca, tramite cui i genitori del minore si impegnano a non mandare il figlio in oratorio se:
- presenta temperatura corporea superiore a 37.5°C o ha altri sintomi influenzali,
- è in isolamento o quarantena,
- ha avuto contatti con persone positive al Covid-19 negli ultimi 14 giorni,
-  è transitato da Paesi a rischio.
Sarà disponibile un modulo da far firmare (una sola volta) a catechisti, educatori, e a tutti coloro che hanno responsabilità educative.
Se un minore frequenta più attività parrocchiali (ad esempio, catechismo e gruppo chierichetti) è sufficiente che la famiglia firmi una sola copia del Patto di responsabilità reciproca.
Diventa importante ricordare, anche negli avvisi, ai genitori, in quali casi sia bene rimanere a casa. Occorre essere precisi nelle comunicazioni anche del programma degli incontri di catechismo e delle attività organizzate, degli orari e degli eventuali spostamenti (chiarendo i mezzi di trasporto) affinché i genitori dei ragazzi siano responsabili e vigilino con attenzione sui loro figli.
Con i moduli di autorizzazione e fornendo le informazioni specifiche, è possibile organizzare “uscite” in sicurezza.
!        TEMPERATURA - La misurazione della temperatura all’ingresso non è un adempimento obbligatorio ma fortemente consigliato.
 
!        REGISTRO PRESENZE – Per l’ingresso in oratorio dovrà essere previsto un registro delle presenze. E’ fondamentale registrare le presenze per tutte le attività. In caso di contagio a scuola, l’ATS potrebbe facilmente richiedere il registro presenze, per tracciare i contatti. Come oratorio dovremo attenerci alle indicazioni dell’ATS, rispettando sempre la riservatezza e senza mai dare allarmismi.

!        SPORT - Per quanto riguarda le società sportive che organizzano attività propria sui campi dell’oratorio… è una loro responsabilità seguire il protocollo della propria federazione sportiva. È fondamentale che ci sia comunque un dialogo costante.
L’oratorio è tenuto a raccogliere le autodichiarazioni per svolgere attività sportiva solo in caso organizzi una propria attività sportiva (es. una partita di calcio tra adolescenti): occorrerà misurazione della temperatura, registro delle presenze e autodichiarazioni compilate.
!        CATECHESI - Per la ripresa della catechesi è già stato pubblicato il protocollo, che prevede sempre le attenzioni di scaglionamento, distanziamento e utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. (vedi sezione catechesi del sito www.chiesadimilano.it). È da preferire che una catechista segua un solo gruppo.
Importante aver presente che qualsiasi percorso educativo e catechetico, per le diverse età, potrebbe essere interrotto all’improvviso perché il gruppo viene posto in isolamento o quarantena, il proprio Comune venga dichiarato “zona rossa” o si giunga a un lockdown nazionale. È bene essere pronti a riprendere in queste situazioni gli incontri online.

!        PULIZIA - Arieggiare spesso i locali e garantire quotidiana pulizia e igienizzazione di tutte le superfici, specialmente di sedie, tavoli e oggetti che sono stati toccati (se non sono oggetti personali ma dell’oratorio. ). Anche la pulizia dei bagni deve essere frequente.

!        FORMAZIONE – può essere utile formare gli adulti volontari, soprattutto su aspetti igienico-sanitari e educativi. La Fom mette a disposizione “Smart Box New Edition”: un corso online, per prepararsi al meglio a riaccogliere ed educare i ragazzi all’interno dell’oratorio, favorendo la loro socializzazione. (costo 10€ a partecipante. Può essere svolto quando si è più comodi perché il materiale è tutto online).

!        COMPARSA SINTOMI - Qualora durante l’incontro un minore o un maggiorenne in qualsiasi modo coinvolto (catechista, educatore, animatore...) dovesse manifestare i sintomi da infezione da COVID-19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite, febbre) sarà momentaneamente isolato. Nel caso di un minore, la Parrocchia informerà tempestivamente la famiglia, che dovrà portarlo a casa e contattare il pediatra di libera scelta o il medico di base. Chi venisse trovato positivo al COVID-19 non potrà essere riammesso alla catechesi fino alla piena guarigione, certificata secondo i protocolli previsti. Dopo la segnalazione, tutti si atterrano alle indicazioni dell’Autorità sanitaria che valuterà come comportarsi con il resto del gruppo.
Si avrà cura di mantenere la riservatezza circa l’identità delle persone che soffrono di sintomi sospetti.